giovedì 26 luglio 2012

COMUNICATO STAMPA




COMUNICATO STAMPA

REFERENTI REFERENDUM DEMOCRATICI
PROSSIMA ITALIA A BRESCIA


“Quello che voglio – dichiara Civati anticipando al Fatto Quotidiano.it i contenuti di questi cinque quesiti che verranno ufficialmente presentati nei prossimi giorni, – è rendere più piacevole, accogliente ed ospitale il presente del Pd e non il futuro. È già un partito che vive di grandi scenari messianici e poi non sempre le realizzazioni sono all’altezza del progetto iniziale. Quello che chiedo è che in questo periodo in cui il partito assiste dall’esterno ma non da protagonista il governo e le sua base si sente un po’ lontana, si discuta su cinque cose: lo schema delle alleanze; la possibilità di abbassare le tasse per chi lavora attraverso una patrimoniale ben fatta; il riconoscimento senza tante ipocrisie delle unioni civili, con un matrimonio analogo per gli uomini e per le donne sia che siano omosessuali o eterosessuali”.

Lo Statuto del Partito Democratico – in particolare all’Articolo 27 – prevede, oltre ovviamente alle primarie, un altro strumento di partecipazione aperto a tutti gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti: e quello strumento è il referendum.
A differenza delle primarie, però, nei quattro anni di vita del Partito Democratico, mai nessun referendum è stato indetto.
A meno di un anno dalle elezioni politiche 2013, proponiamo quindi di convocare una serie di referendum che permettano a tutti gli elettori del Pd di esprimersi su tematiche politiche e di programma.

Anche a Brescia un gruppo alcuni militanti e simpatizzanti facenti parte il gruppo PROSSIMA BRESCIA organizzeranno sul territorio della provincia la raccolta firme per questi referendum.

A breve si prevede un incontro informativo ed organizzativo con tutti coloro che sono interessati.

Tutte le informazioni su sito di PROSSIMA BRESCIA.

Per prime informazioni o per comunicare la propria disponibilità di collaborazione
oppure visitare il sito www.prossimabrescia.org dove c'è apposito modulo

I referenti per Brescia e provincia:
Andrea Volpi zona est
Massimo Balliana zona centrale
Louise Bonzoni zona ovest

La guida completa ai referendum democratici


Lo Statuto del Partito Democratico – in particolare all’Articolo 27 – prevede, oltre ovviamente alle primarie, un altro strumento di partecipazione aperto a tutti gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti: e quello strumento è il referendum.
A differenza delle primarie, però, nei quattro anni di vita del Partito Democratico, mai nessun referendum è stato indetto.
A meno di un anno dalle elezioni politiche 2013, proponiamo quindi di convocare una serie di referendum che permettano a tutti gli elettori del Pd di esprimersi su tematiche politiche e di programma. Vediamo come.
Cosa serve per presentare i referendum?
I referendum possono essere chiesti, da Statuto, “qualora ne facciano richiesta il Segretario nazionale, ovvero la Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero il trenta per cento dei componenti l’Assemblea nazionale, ovvero il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico”.
La nostra proposta è quella di raccogliere le firme presso almeno il 5 per cento degli iscritti.
A quanto corrisponde il 5 per cento degli iscritti?
Secondo una dichiarazione del responsabile nazionale organizzazione del Pd, nel 2011 gli iscritti erano 610mila. Questo significa che bisognerà raccogliere 30.500 firme circa.

Cinque referendum democratici per davvero

Dal momento che l’altra sera Bersani ha spiegato che le primarie da lui stesso indette non sono questione di sostanza (forse per via dei candidati, mah).

Dal momento che non ci è stato consentito di votare i nostri odg, sulla base di un non-regolamento – tautologicamente mai approvato – elaborato ad hoc.

Dal momento che qualcuno, come Fioroni, dice che lui ha vinto, che la partita è chiusa e che finalmente si va con l’Udc.

Dal momento che Rosy Bindi minaccia di “non togliere il disturbo fino alle prossime elezioni e oltre”, sostenendo che se non facciamo i bravi ci leva pure le unioni civili e possiamo anche levare il disturbo, noi.

Dal momento che, sempre Rosy Bindi, non sa contare i voti e i votanti, e forse per questo pretende che nelle sedi preposte non si voti affatto, mai.

Dal momento che tutto è rimandato, tranne che c’è sicuramente un candidato, e ci sono sicuramente i suoi comitati, e tutt’intorno si sviluppa un dibattito particolarmente poco interessante.

Tutto ciò premesso.

È venuto il momento (appunto) di trasformare il Pd nel partito degli elettori che avrebbe sempre dovuto essere.

Di superare formule, gherminelle e tric e trac e puntare dritti alla sostanza.

Di trasformare la retorica della partecipazione in qualcosa di reale e di concreto.

Per tutti questi motivi dichiariamo aperta la stagione referendaria del Pd, ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto.

martedì 24 luglio 2012

Per esser ad Albinea per chi non c'era

Possiamo esser ad Albinea, partecipare ad un momento di democraticità, con alcuni interventi precostituiti ma senza rigidità e con la partecipazione spontanea dal pubblico. Pensate un po' che pericolosi rivoluzionari questi prossimi, si permettono di lasciar libertà di parola!

giovedì 5 luglio 2012

La forza del cambiamento


Si avvicina un evento molto atteso, un momento di discussione, riflessione, elaborazione di proposte per provare a cambiare davvero in un mondo che cambia senza aspettare.
Appuntamento ormai fisso da qualche anno ad Albinea e quest'anno il tema proposto sono "10 cose buone per l’Italia che la sinistra deve fare subito" che è anche un libro che non si può non leggere.
Tutte le informazioni però su Prossima italia!