giovedì 13 dicembre 2012

Prestito d’onore


Sono un po’ future, e un po’ buoni (pochi, ma buoni, appunto) quelli di cui vi sto per parlare, per dare maggiore forza alle nostre iniziative politiche, e alle sfide con cui vogliamo caratterizzare i prossimi mesi.
Mi dicono che crowdfunding fa troppo fighetto, e che non si alza una lira, come dice il poeta. E allora parliamo di «prestito d’onore»: di un contributo che chiediamo a tutti, per poter fare meglio e di più le cose che stiamo facendo da tempo.
Progetti da realizzare, nel tempo di una legislatura: parlamentari-a-progetto, insomma. Campagne politiche sempre più precise e documentate e visibili. Per portare all’attenzione del Pd e del centrosinistra (come abbiamo già fatto più volte in passato, per esempio qui e qui) temi, argomenti e strumenti di grande importanza per il dibattito pubblico del nostro Paese.
Un percorso completamente autofinanziato, che ha visto l’organizzazione di eventi, la produzione di pubblicazioni, la mobilitazione e la raccolta di firme a sostegno di cause in cui molti elettori democratici si sono riconosciuti.
Il modo è semplice, come semplice sarà per noi rendicontare le nostre spese, mese dopo mese.

mercoledì 12 dicembre 2012

V for Vittoria

by Paolo Cosseddu su Prossima Italia

Oggi è il giorno in cui possiamo celebrare un grande risultato: il Pd farà le primarie per scegliere i prossimi parlamentari. I leader del Pd hanno parlato, augh. Ormai la valanga ha fatto massa, e nessuno la potrà più fermare. E partì con un sassolino, perché due anni fa, quando primi e assolutamente soli iniziammo a parlarne, descrivendo questa battaglia campale come un tema centrale per la nostra tenuta democratica, gradimento e interesse generale erano vicini allo zero assoluto, quando non apertamente ostili.
Era un tema politicista, e comunque il Pd non le avrebbe fatte mai: che se avessimo avuto un centesimo per tutte le volte che ce lo siamo sentiti ripetere, oggi non avremmo più bisogno di una pagina per le donazioni sul nostro sito (che è un po’ un invito implicito a sostenere il lavoro fatto, al vostro buon cuore).

Natale con i tuoi, parlamento con chi vuoi! #primarieparlamentari


Grande l'idea Pippo Civati con i testi di Elly Schlein
supportata da Prossima Italia e bravissimo 
ad Andrea De Carli per i bellissimi disegni.

Per chi se l'è persa Qui c’è la petizione, firmate e fate firmare.




martedì 4 dicembre 2012

La prossima Lombardia, capitolo trentatré (e ultimo)

Abbiamo raccolto osservazioni, proposte, suggerimenti, intuizioni e idee per più di un mese, mentre il Consiglio regionale si dimetteva e Formigoni continuava, imperterrito a tuittare cose che non esistono (e non mi riferisco solo agli ufo, evidentemente).
L’ultimo capitolo non può non essere dedicato al primo dei temi che ci troviamo ad affrontare: quello della legalità, della lotta alla mafia, un’azione di contrasto fatta di provvedimenti legislativi e di controlli amministrativi, certamente, ma anche di una cultura politica e civile da diffondere in una regione che per tanti anni è vissuta nella banalizzazione del problema, nella difesa indispettita della «lombardità» dalla mafia, come se la criminalità organizzata non ci riguardasse. E invece i diciassette anni di Formigoni finiscono proprio con (e a causa di) una vicenda che coinvolge mafia e politica in modo diretto, il voto di scambio organizzato dal più volte assessore Domenico Zambetti.

La prossima Lombardia, capitolo trentadue

by ciwati
La crisi sociale che stiamo attraversando, tutt’altro che risolta, rende ancora più necessario e urgente ricostruire un nuovo sistema di welfare, alla fine del ventennio formigoniano.
Il sistema di welfare lombardo attuale è infatti inadeguato, inefficace, spesso iniquo.
Prima di tutto perché si fonda sulla logica delle prestazioni: per ogni problema, una risposta più o meno specialistica. Serve al contrario un cambio di paradigma profondo: un welfare di territorio perché nei territori vanno costruite le reti per intercettare e rispondere ai bisogni.

La prossima Lombardia, capitolo trentuno

by ciwati
Per quanto riguarda la scuola, in Lombardia, la prima cosa da fare è ritornare a una concezione universale di diritto allo studio (diritto che rovesci le mille situazioni di privilegio che abbiamo conosciuto in questi anni).
In campagna elettorale, nel 2010, dicevamo: «i buoni scuola sono cattivi». Due anni dopo confermiamo la presa di posizione, anche se qualche cambiamento è intervenuto negli ultimi anni per rendere lo strumento meno iniquo nei confronti delle famiglie lombarde. Come ormai è noto, il meccanismo del buono scuola ha progressivamente prosciugato i fondi destinati al diritto allo studio, assegnandolo in via quasi assoluta a chi optava per la scuola paritaria.